Italici e Città, l’ultimo libro di Luca Meldolesi edito a marzo 2015, sarà presentato a Napoli giovedì 22 ottobre alle 17.00 presso il Pan – Palazzo delle Arti di Napoli – in via dei Mille 60. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Napoli, è dedicata al tema “Città e aree metropolitane: sviluppo, reti globali e dimensione europea”. I lavori saranno introdotti da Nino Daniele, assessore alla cultura e al turismo del Comune di Napoli. Intervisteranno l’autore Valeria Aniello, Nicola Corrado, Nicola Caputo, Nicola Campoli, Roberto Celentano, Caterina Farao, Maria Brigida Del Monaco e Vincenzo De Bernardo. L’evento è promosso da ACHII – A Colorni Hirschman International Institute, Associazione Eugenio Colorni e Effeddì – Rete del federalismo democratico.

 

Scheda editoriale del libro Italici e città

Presentazione di Italici e città a Potenza Basilicatapost.it

 

Pubblichiamo la premessa al libro firmata a Roma il 1° febbraio 2015.

 

“Chi in Italia prescinde da questo amore delle patrie singolari, seminerà sempre nell’arena”. Carlo Cattaneo, 1833.

“Noi non coalizziamo Stati, noi uniamo uomini”. Jean Monnet, 1976.

“Italici di tutto il mondo unitevi!”. Piero Bassetti, 2008.

 

Italici e città non è un libro premeditato. E’ voluto nascere all’improvviso – lo chiarirò più avanti (cfr. il Cap. 2) – come off-spring di un dibattito (2011) e come sollecitazione (2014) di Piero Bassetti – che poi, cammin facendo, è diventato il suo principale interlocutore.

Qui di seguito, a mò d’”antipasto”, riunisco brevemente alcuni punti di riferimento del mio ragionamento:

- La civilizzazione italiana ha acquisito nel tempo alcune caratteristiche originali (di cui parleremo) che la differenziano dalle altre.

- Numericamente, la diaspora italica è seconda al mondo, dopo quella cinese. E’ presente in tante città del pianeta ed ha sperimentato negli ultimi anni un rapido processo ascendente. Ad essa fa riferimento un mondo italico internazionale ancora più vasto.

- Di conseguenza, oltre a quelle italiane, esistono al mondo numerose “patrie singolari” (1) che ci riguardano, a cui va estesa, a mio avviso, quell’importante a ffermazione dell’allora giovane Carlo Cattaneo che ho richiamato più sopra – come esergo.

- Le numerose forme organizzative spontanee delle piccole patrie italiche dei cinque continenti (giornali, radio, tv, siti di social media, associazioni culturali, istituti di welfare, club, case di riposo, associazioni professionali, Camere di commercio, multinazionali italiche può o meno tascabili, ecc…) potrebbero evolvere verso organizzazioni più strutturate, parallele a (e dialoganti con) quelle dello Stato italiano all’estero. E’ importante monitorare (e sollecitare) questo processo impetuoso – a partire, ad esempio, dal mese della cultura italiana di Toronto e di Filadelfia …

- Va crescendo, inoltre, un’interazione interessante tra alcune iniziative locali meridionali e numerose patrie italiche: penso alla collaborazione di lunga lena con il Global Village for Future leaders (la scuola imprenditoriale estiva istituita da Lee Iacocca a Bethlehem Penn. che ha ospitato, nel tempo, decine e decine di giovani del Sud), all’esperienza di Futuridea di Benevento, a quella di Restoring Ancient Stabiae di Castellammare (Napoli), al “nuovo corso” della Fondazione Calabresi nel Mondo, al dialogo di Centicinquanta di Catania con i giovani imprenditori italici di New York, al canale per giovani leaders che abbiamo con l’Australia(2) – iniziative che si sono aggiunte da Sud ai collegamenti che esistono da tempo tra il mondo associativo imprenditoriale italiano ed italico, con Assocamerestero ecc., e che puntano ad accrescere l’interrelazione economica e commerciale tra le nostre regioni meridionali e le piccole patri italiche, favorendo, ad un tempo, lo sviluppo delle imprese italiane e di quelle italiche. Ogni passo in avanti in questa direzione può avere grande valore, soprattutto se riesce ad inserirsi in una rete più vasta.

- Il ruolo economico, sociale e politico che svolgono le patrie italiche particolari dei diversi paesi (e regioni) del mondo è già oggi assai significativo ed è generalmente in ascesa. In Europa potrebbe favorire quel processo di rifondazione Ue che diventa sempre più urgente, anche come necessaria ridefinizione collettiva che tenga conto del vasto allargamento comunitario che si è andato verificando nell’ultimo quarto di secolo, e che proseguirà in futuro.

- Una migliore strutturazione della rete italica ed una crescita delle sue integrazioni economiche e culturali con la madrepatria può creare un circolo virtuoso di grande importanza – tale da consentire alle piccole patrie italiane ed italiche di affrettare il passo del loro progresso materiale e civile; e, con esso, della loro libertà, della loro democratizzazione, e della loro giustizia sociale.

Luca Meldolesi

(1) Nel doppio significato del termine. Vale a dire, in quello cattaneano di singole, specifiche; in quello dirimpettaio di peculiari perché è vero che le “little Italy” sparse per il mondo hanno ciascuna delle caratteristiche tipiche, particolari (determinate dall’epoca del suo insediamento, dalla prevalenza regionale che la caratterizza, dal grado di ascesa collettiva che può disgregarla nel tempo, ma anche ricomporla altrove, ecc…).

(2) Per non parlare del giornale gratuito on line che ha in programma “Il Denaro” di Napoli per il 2015, che potrebbe rappresentare un importante acceleratore di questo processo.