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Eugenio Colorni, L’ultimo anno: 1943-1944, genesi di una propsettiva, a cura di Luca Meldolesi, Rubbettino, 2018

“Era pronto a lasciarsi permeare da un pensiero e a viverlo vivendolo, con simpatia, per coglierlo. Poi a volte lo capovolge, trasformandolo in qualcosa di ricco e forte, per citare Shakespeare. Se penso a un’intelligenza sconcertante e miracolosa, capace di assorbire anche superstizioni, anche astrologiche o magiche, per trasformarle in un tesoro originale, penso a Eugenio Colorni”.
Guido Morpurgo-Tagliabue, “Ricordo di Colorni”, Aretusa, luglio-agosto 1945.

Eugenio “detesta una federazione per fini economici e di potere, unita dalle diplomazie degli stati. Vede invece una federazione nei termini di un movimento socialista, che nasce dai popoli. E questo è quindi rivoluzionario (come Eugenio detesta i matrimoni combinati, o unioni senza amore, dove si tende a sfruttare, e ridurre a noi stessi, il diverso)”.
Luisa Villani Usellini, “Appunto rapidissimo”, senza data.

“Sartre, Lévi-Strauss, Foucault sono maitre à penser. Eugenio era proprio l’opposto: un critico costante, indagatore, stimolatore. Il fatto che fosse allo stesso tempo homme d’action e penseur critique era forse la sua caratteristica speciale … ”
Lettera non datata di Albert Hirschman a Ursula Hirschmann Spinelli (inizio anni ’70).

“Il pensiero di Colorni era un magma ardente di genio prodigioso che avrebbe investito ogni ambito a cui si erano rivolti i suoi interessi intellettuali”.
Leo Solari, 18 maggio 2004.

“Ricordo Angelo, questo grande scienziato, questo grande studioso, questo grande combattente per la libertà anche come uomo eccezionalmente bravo nelle attività politiche, nella propaganda e nell’insegnamento che lui, anche poco più grande di noi, ci ha dato”.
Giuliano Vassalli, 18 maggio 2004