di Tommaso Di Nardo

L’esperienza appena conclusa a Giugliano del Corso per aspiranti amministratori comunali di matrice interamente Effeddì con la partecipazione di Openpolis con cui da tempo Effeddì ha stretto una sinergia sul terreno della trasparenza e, in particolare, degli Open Data (per arrivare a Open Siope), si è conclusa sabato scorso e nonostante il clima politico surreale (sia nazionale che locale) ci ha restituito un importante lezione che può essere molto utile per il prosieguo.
Innanzitutto, la possibilità di “schierare” sul campo una serie di idee e di persone di grande valore rappresenta un plus reale che nessun altro possiede (basta vedere il programma allegato).
In secondo luogo, i materiali utilizzati e sperimentati sul campo sono un importante e valido punto di riferimento per imparare ad amministrare bene un comune (anche qui basta vedere l’elenco sotto per ora solo provvisorio).
L’attenzione e la partecipazione suscitata, infine, dimostrano il grande interesse non solo per i temi proposti ma anche per l’atteggiamento, le persone e l’entusiasmo da tutti profuso nell’operazione.
A questo punto, l’esperienza di Giugliano, seguita a quella di Castellammare realizzata con Officina Democratica, rappresenta un importante base di lavoro e direi di possibile slancio del lavoro di Effeddì e dintorni sul terreno dell’amministrazione comunale che poi è la base del federalismo democratico.
Anzi, credo che proprio il particolare momento di crisi politica è quanto mai propizio per l’avanzamento delle idee di Effeddì, che per quanto all’inizio trovino una certa diffidenza per chi è abituato a vedere la politica locale come il marcio più assoluto (con il conseguente ripiegamento in una visione idealistica assolutamente irreale) ed è completamente sfiduciato, poi lasciano il campo al coinvolgimento diretto e a tratti passionale.
Le due idee che stanno alla base di tutto, la Trasparenza e la Produttività, possono essere declinate in tanti modi diversi ed alimentarsi di una discussione immediata e partecipata. Lo slogan “Fare di più e meglio con meno” inizia a produrre un fascino straordinario per certi versi assolutamente inatteso.
L’idea è dunque che su questa base di esperienza si possa avanzare ulteriormente.
La prima possibilità è quella di mettere a confronto le esperienze di Castellammare e di Giugliano tra di loro e con altre realtà immediatamente interessate a proporre un percorso simile.
La seconda possibilità è quella di proseguire ad approfondire il tema, sia lavorando sui testi, sulle idee e su una loro immediata messa in pratica attraverso piccole ricerche che comincino a mettere insieme le idee con i dati di fatto, sia attraverso il lancio di iniziative parallele in comuni interessati sfruttando il meccanismo degli stage e/o delle tesi di laurea (su questo terreno personalmente inizierò subito a praticare l’idea di coinvolgere comuni, università e ordine dei commercialisti per coinvolgere i tirocinanti in progetti legati alla contabilità comunale).

Materiali possibili del Fare Bene Comune
- Libertà Politiche (E’ il primo capitolo del libro di Luca Meldolesi “Federalismo Possibile” che riporta e analizza brillantemente una bellissima pagina di Alexis de Toqueville in “La democrazia in America)
- Alcuni consigli utili (E’ un’appendice al libro di Luca meldolesi “Federalismo Possibile” che presenta un metodo per agire da subito per la trasformazione di un Comune)
- La responsabilità del fare (E’ un bellissimo scritto di Mauro Bonaretti, direttore generale del Comune di Reggio Emilia);
- Fare di più e meglio con meno in modo democratico (articolo di Nicoletta Stame per la RIV);
- Come riformare la PA di Alberto Carzaniga.