di Nicola Lamberti

Borgarello, 2800 abitanti alle porte di Pavia, nel recente passato sale all’onore delle cronache per vicende giudiziarie in seno a un’importante indagine antimafia e per altri episodi legati alla propaggine lombarda della ‘ndrangheta calabrese che sconvolgono la tranquillità del piccolo borgo. Accadimenti shock per un tessuto sociale fondamentalmente sano e rinnovato grazie a un’intensiva immigrazione indotta dalle amministrazioni precedenti, molto attive a lottizzare, consumare territorio e a incassare oneri urbanistici e molto distratte nel contenere le spese e ad adeguare strutture e servizi all’espansione demografica. Tanto avide da svendere il parco secolare della pregevole settecentesca villa Mezzabarba e da destinare oltre 200.000 mq di terreno agricolo alla costruzione di un grande centro commerciale il cui iter approvativo è stato bloccato dalla giustizia amministrativa.

Queste premesse costituiscono la base di un’innovazione nella politica e nella larga raccolta di consenso ad opera di Progetto Civico, un’associazione spontanea di cittadini che si coagula attorno alla figura di Nicola Lamberti, desiderosi di spezzare quel legame tra amministrazioni e interessi privati, quelle amicizie tra sindaci e costruttori, e ridare al cittadino il timone delle scelte politiche a sostanziale vantaggio della collettività.

La prima avventura di Progetto Civico risale alle amministrative del 2011 che conferiscono la fascia di sindaco a Lamberti. La coalizione di tipo misto, civico-politica col Partito Democratico, si conclude dopo poco più di un anno. Il fallimento è propedeutico alla nuova filosofia amministrativa. Il movimento si presenta all’appuntamento elettorale del maggio 2013 senza alcun legame politico, senza accordi preelettorali né condizionamenti.

La competizione si gioca tra favorevoli e contrari all’insediamento commerciale, miniera d’oro di voti per le clientele locali, ma irreversibile danno paesaggistico e territoriale. Progetto Civico da sempre sul fronte del “NO” in prima linea per la difesa del territorio, vince contro l’unica lista avversaria onnicomprensiva delle forze politiche favorevoli.

Rottura col passato, nessuno scopo di lucro, rinuncia a tutte le indennità, attenzione ai bisogni delle famiglie e al sociale, contenimento dei costi e ottimizzazione dei servizi, sacralità del territorio, dei beni artistici, della tradizione e dell’ambiente. Questi sono i principi fondanti del movimento. Lo strumento per realizzare il programma politico è la partecipazione. L’idea è di coinvolgere più cittadini possibile perché partecipino attivamente alla vita amministrativa del paese.

Questa mobilitazione risponde più alla filosofia del progetto che ad esigenze di “marketing” elettorale, ovvero l’idea che sia l’organismo “gruppo” a pensare, a lavorare, a crescere, a vincere e ad amministrare, indipendentemente dal leader di turno e dalle persone temporaneamente deputate all’una o all’altra funzione.

La cittadinanza informata e consapevole, diventa a tutti gli effetti, la forza lavoro più motivata e il miglior controllore di chi amministra. Grande importanza viene data alla trasparenza e alla comunicazione, dalle traduzioni degli atti amministrativi in linguaggio comune pubblicate sul sito comunale, al censimento degli indirizzi email della popolazione come canale privilegiato di comunicazione capillare.

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Il successo si fonda sulla collaborazione della cittadinanza attiva, senza la quale, l’ambizioso programma di rottura non sembra possibile, sia per l’elevato numero di punti programmatici messi sul tappeto, molti riguardanti il sociale e il settore ecologico e delle rinnovabili, sia per la necessità di un cambiamento culturale: si cerca col contatto personale e con la comunicazione di convertire il residente che usa il paese come dormitorio in un cittadino partecipe della vita attiva della comunità. Conversione che avviene per gradi. Per prima cosa il cittadino si informa motu proprio sulle vicende politico-amministrative, poi decide di mettersi a disposizione della collettività, accettando di dedicarvi un po’ del proprio tempo, ottenendo in cambio riconoscimento e approvazione sociale, ascolto, solidarietà, voce in capitolo, capacità di incidere sulle scelte, senso di appartenenza, radici.

Dopo l’insediamento, nel maggio 2013, l’esigenza era di dare continuità a quel processo “produttivo” che, ad opera dei volontari, aveva permesso l’elaborazione del programma elettorale, per darne concreta attuazione. Mantenendo la struttura di ripartizione competenze, si è istituito a tal scopo l’ufficio di staff del sindaco che svolge attività di supporto all’esercizio delle funzioni di governo, ad esclusione del voto, spettante solo ai rappresentanti eletti.

Lo staff è composto da oltre una decina di membri che collaborano con assessori e consiglieri di maggioranza, ognuno con funzioni e competenze differenti a cui fanno riferimento i rispettivi gruppi di cittadini volontari. L’ufficio di staff più i rappresentanti eletti di maggioranza, costituiscono in via informale la cosiddetta giunta allargata. Un vero e proprio organo collegiale con funzioni consultive in appoggio alla giunta ufficiale.

Il processo decisionale segue un modello di partecipazione deliberativa. Ogni decisione presa, dopo opportuno iter approvativo in giunta, viene resa nota alla cittadinanza mediante gli organi di informazione. L’amministrazione desidera interloquire con cittadini informati. Vi è un preciso interesse a che i cittadini conoscano le dinamiche decisionali, le motivazioni alla base delle scelte politiche e lo stato di avanzamento di ogni iter burocratico che prelude alla realizzazione di opere pubbliche e servizi nell’ottica della più totale trasparenza.

Anche per questo, l’amministrazione di Borgarello si è offerta come pilota per l’utilizzo dei software di cui dispone il MEF per il controllo delle spese della P.A. e il benchmarking per singolo capitolo, allo scopo di rendere disponibili gli indicatori risultanti ad amministratori e cittadini che possano misurare l’efficienza e l’economicità della spesa pubblica.

Questa amministrazione si è particolarmente spesa per fronteggiare emergenze sociali che la crisi e la disoccupazione dilagante hanno contribuito ad aggravare. Con la rinuncia in toto a ogni emolumento, sindaco e maggioranza eletta hanno contribuito a sostenere i servizi sociali e hanno permesso l’ingaggio di otto leve civiche, cittadini in difficoltà che prestano la propria opera al comune mantenendo il contatto con la gente e il mondo del lavoro.

L’obbiettivo finale di Progetto Civico è consegnare alle generazioni future un paese un poco migliore di come lo si è ereditato sotto gli aspetti estetici, paesaggistici, gestionali- amministrativi, ambientali. Sperimentare buona amministrazione nella speranza di innescare una tendenza “virale” alle buone prassi perché diventino in tutta sostanza politicamente convenienti e preferibili alla malapolitica del carrierismo, degli interessi privati e della corruzione.