Con questo titolo nel maggio 1994, presso l’insegnamento di politica economica della Facoltà di economia dell’Università di Napoli, iniziò ad uscire un dossier ciclostilato d’ispirazione colorniano-hirschmaniana che ben presto si trasformò in “Il bollettino degli improbabili”. Dopo tanto tempo, riprendiamo quel titolo per avviare le pubblicazioni in lingua inglese di “A Colorni-Hirschman International Institute” – “Un Istituto” e non “L’Istituto”, perché speriamo che in Italia, come in altri paesi e continenti possano sorgere iniziative analoghe.

Tra le tante conseguenze, la nostra epoca digitale consente di trovare in corso d’opera il format più adatto allo scopo ed anche di modificarlo via via. Non possiamo dire in questo momento se, nel nostro caso, si tratterà di una newsletter, di un bollettino, di una rivista o di un annuario elettronico. Sappiamo soltanto che le reazioni che seguiranno il dossier ci aiuteranno a correggerlo, a migliorarlo, ed anche a comprender meglio come proseguire i nostri ragionamenti.

Ogni dossier è diviso in due parti.

Alla prima abbiamo dato il nome “I nostri classici”. E’ centrata sulla loro eredità e su cosa possiamo imparare da loro. Ogni numero contiene materiale di Eugenio Colorni e Albert Hirschman; inoltre ci sono pezzi su quelle persone con cui hanno condiviso la loro avventura intellettuale come Clifford Geertz, Judith Tendler, Sarah Hirschman, Guillermo o’Donnell.

La seconda parte del dossier è intitolata “Dire e Fare”. Eì basata sulle riflessioni e le esperienze delle persone che partecipano alla vita dell’A Colorni-Hirschman International Institute, e che agiscono inspirati dalle lezioni di questi intellettuali.

Long is the journey