di Adriano Scaletta

 

Con il suo ultimo volume Nicoletta Stame mette in ordine le conoscenze acquisite nei suoi studi più recenti sul tema della valutazione. L’autrice ripercorre e illustra l’evoluzione della teoria e della pratica valutativa senza alcuna pretesa di renderla “semplice”, ma con la volontà manifesta di mettersi al servizio della comprensione del lettore. Non polemizza, ma neanche nasconde la sua opinione su argomenti aspramente dibattuti, specialmente per quanto riguarda la presunta superiorità di specifici approcci e metodi, che dimostra essere infondata sia sul piano epistemologico che applicativo. Il titolo stesso, Valutazione pluralista, è la sintesi efficace di questo ragionamento che è alla base della sua opera.

Il volume fissa i punti di riferimento del dibattito internazionale contemporaneo. Più che indicare la strada, fornisce la mappa all’interno della quale orientarsi, sintetizzando e spiegando il dialogo tra una pluralità di autori che in Italia è sconosciuto a moltissimi tra coloro che lavorano nel campo della valutazione e a quasi tutti quelli che dovrebbero commissionarla o anche soltanto utilizzarla.

Il lavoro di Nicoletta Stame può aiutare a spendere meglio le risorse pubbliche dedicate alla valutazione, a evitare il dispendio di energie nel percorrere strade già battute, a riconoscere errori e opportunità su cui altri hanno già riflettuto, specialmente nella definizione dei disegni valutativi. In quest’ottica la valutazione assume il ruolo di stimolo per il miglioramento continuo dell’agire democratico, in un Paese che ne ha un grande bisogno.