L’Italia, pesantemente colpita dagli effetti della pandemia di Coronavirus ha dovuto chiedere un enorme sacrificio al suo intero sistema sociale ed economico nella speranza di limitare la diffusione del virus. Per farlo ha fatto appello alle Istituzioni Europee (Commissione e BCE) affinché garantissero tutto il sostegno possibile in circostanze cosi eccezionali. E se da un lato gli aiuti promessi serviranno a garantire la tenuta minima del Paese, dall’altro ci preoccupa l’impatto che essi avranno sulla sua già grave situazione debitoria e sul suo futuro.
In questa situazione così complessa e concitata, pensiamo che sia giunto il momento di fare chiarezza, a livello europeo, sulle diverse modalità con cui ciascun Paese Membro decide ciò che va considerato debito pubblico e ciò che non lo è.

Dividere i cittadini europei in “piigs” ed in “virtuosi” è contrario al vero e ci spinge a chiedere che i debiti tutti siano misurati con obiettività da Eurostat paese per paese, nella misura del possibile, cambiando le regole attuali.
Le conseguenze per noi “piigs più piigs degli altri” sono da decenni una tassa che paghiamo ai “virtuosi”: cosa è lo spread “btp-bund”, se non un “contributo forzoso” pagato dai cittadini italiani al costo del debito pubblico degli altri concittadini europei? Tutto ciò è giusto e accettabile?

Da tempo alcuni Paesi Membri dell’UE hanno utilizzato e continuano a utilizzare delle speciali agenzie e istituzioni interne per intervenire a sostegno delle loro economie, senza che questo aggravi la situazione del loro debito pubblico.
Bisogna ricordare il contributo decisivo che KFW – “Kreditanstalt für Wiederaufbau” (Istituto di Credito per la Ricostruzione) – ha dato per risolvere il gigantesco problema posto dalla riunificazione tedesca dopo il crollo del “muro” con il pieno accordo del nostro paese, senza aumentare il debito pubblico. La questione del nostro Mezzogiorno, secondo alcuni simile alla situazione della ex DDR, è stata ed è da noi affrontata aumentando il debito pubblico.
Lo stesso dicasi adesso per gli aiuti che sempre la Germania ha annunciato per la sua economia per fronteggiare i problemi economici legati al Coronavirus, sempre tramite la KFW.
La richiesta di avere una Cassa Depositi e Prestiti che si comporti come la KFW si inserisce, come è evidente, nello stesso contesto.

L’A Colorni-Hirschman International Institute ha deciso di sollevare la questione a livello nazionale con una lettera alle principali cariche istituzionali del Paese e pruomovendo una petizione su internet.

E’ possibile firmare la petizione al seguente link:

https://secure.avaaz.org/it/community_petitions/presidente_della_repubblica_italiana_presidente_de_parita_di_trattamento_sul_debito_pubblico_in_europa_1/?emKWRTpb&utm_source=sharetools&utm_medium=email&utm_campaign=petition-919115-parita_di_trattamento_sul_debito_pubblico_in_europa&utm_term=KWRTpb%2Bit

Lettera dell’A Colorni-Hirschman International Institute alle maggiori cariche istituzionali italiane.

Articolo pubblicato su Effeddì sulla problematica del debito pubbico