L’A Colorni-Hirschman International Institute ha organizzato la Seconda Conferenza Italiana sull’Eredità di Albert Hirschman che si è tenuta a Napoli il 10-11 maggio 2019.

Anche quest’anno lo scenario è stato quello del Museo e Real Bosco di Capodimonte, uno tra i più grandi e importanti musei al mondo.
Capodimonte è nel segno della continuità, perché qui si è tenuta la nostra conferenza nazionale del 2018.

La conferenza di Capodimonte è stato il momento di riflessione nazionale in cui si è discusso, nella logica del pensiero di Albert Hirschman ed Eugenio Colorni, delle modalità – che ognuno trova nella propria azione nell’amministrazione pubblica, nelle imprese, nella formazione, nella valutazione, nella ricerca – di interpretazione dei fenomeni e di individuazione delle soluzioni in grado di produrre avanzamenti e innescare cambiamenti.

La conferenza di Capodimonte ha rappresentato anche il ponte verso la Third Conference on Albert Hirschman’s Legacy: a Passion for the Possible che si terrà a Berlino il 24-25 ottobre 2019.
La Terza Conferenza sull’eredità di Albert Hirschman si terrà pochi giorni prima del trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino. Il titolo della Terza Conferenza, “Una Passione per il Possibile”, suggerisce che è la scoperta di possibili strade per migliorare la libertà, la democrazia, il federalismo, la giustizia sociale, la sostenibilità ambientale, l’uguaglianza di genere, la fraternità, l’empowerment delle persone … che potrebbe fornirci strumenti migliori per affrontare i dilemmi dell’attuale società.

Capodimonte si è voluta inserire in questa prospettiva e ha fornito spunti di discussione e di approfondimento che potranno trovare a Berlino un palcoscenico internazionale.
In quest’ottica, si inserisce l’iniziativa del libro sul possibilismo che vedrà il contributo di molti di noi e dei cui contenuti si è discusso nell’incontro di Capodimonte, concepito anche come momento di verifica e di primo avanzamento della nostra nuova iniziativa editoriale.

Luca Meldolesi ha commentato così la Seconda Conferenza di Capodiomonte:
Il “crescendo” delle tre sezioni della Seconda Conferenza nazionale di Capodimonte – sull’Istiuto, sulle diverse realtà e su Osservazioni possibiliste (il libro collettivo coordinato da Vinni) – ha segnato una svolta importante.
Il livello della riflessione (e quindi dei contributi) sulla nostra esperienza collettiva di tanti anni è cresciuto al di là delle attese, confortando così le possibilità di successo della nostra strategia (dall’appuntamento di Berlino a quelli che lo seguiranno – America Latina, Africa, India).
E’ aumentata in noi la speranza che sia possibile contribuire ad arginare (e poi ad invertire) quella tendenza maligna all’”indietro tutta” che sembra essersi impadronita pro tempore degli affari del mondo (nostro paese incluso).
Naturalmente, per tante ragioni (di lavoro, di famiglia, di scarsa dimestichezza con l’estero ecc.) agiamo per ora a ranghi ridotti rispetto al nostro potenziale. Ma l’impotante è che questa “punta dell’iceberg” (com’è stata definita) abbia la mente lucida ed agisca di concerto, con sagacia – anche “pour encourager les autres”…

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