Il federalismo fiscale introdotto in Italia con la Legge 42/2009 ha, paradossalmente, prodotto una deriva centralista del sistema pubblico italiano e allo stesso tempo ha provocato un aumento delle tasse locali accompagnato spesso dalla riduzione del livello e della qualità dei servizi pubblici territoriali. Così il federalismo in Italia è diventato tabù. Ancora una volta, il nostro paese ha dimostrato di non saper imparare dai paesi federalisti del Nuovo Mondo che, invece, sono riusciti a creare democrazie efficienti e funzionali agli interessi dei cittadini prima che a quelli delle burocrazie (Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Stati Uniti, Svizzera). Effeddì intende porre al centro dell’attenzione nazionale ed europea il federalismo democratico per spingere il paese a una grande controffensiva democratica . Per creare tutti insieme istituzioni più libere, giuste, democratiche ed utili. Istituzioni che siano mobilitative e non solo ordinative, leggere, che agiscano su un piede di parità, senza gerarchie pesanti, a favore del territorio, come prescrive la nostra Costituzione. Istituzioni responsabilizzate e finalizzate al risultato e non solo alla legittimità degli atti e delle procedure, in ogni loro ufficio, all’interno di un sistema di trasparenza e di accountability ineccepibile, irreprensibile, aperto a tutti. Istituzioni che, nella loro azione, possano praticare concretamente l’aureo principio del “fare più e meglio con meno”.

In mezzo a tanto brancolare si giunge infine a un punto accecante – di Luca Meldolesi

Tre punti per disincagliarci – di Luca Meldolesi